Preghiere anche “per chi nei profughi non vuole riconoscersi e perciò non li ama”, perché “si convertano nel profondo del cuore”. Tra le migliaia di vittime dei diversi continenti di cui si è fatta memoria, anche i 140 egiziani e nigeriani morti nelle acque libiche nei giorni scorsi e Nouab, afgano di 16 anni, investito a febbraio vicino a Venezia dopo essere sceso dal tir in cui si era nascosto per oltrepassare la frontiera. Perché i minori afgani sanno che solo il fisico di un bambino può viaggiare per giorni appeso con la cintura dei pantaloni sotto un tir, vicino al motore, sopportandone il calore folle e il movimento degli ammortizzatori. Per loro, quello “è il posto più sicuro per evitare di essere scoperto e rimandato indietro”.