SUMMIT UE: I 27 RIMANDANO LE QUESTIONI ISTITUZIONALI AL VERTICE DI METÀ OTTOBRE

Il summit Ue di Bruxelles, conclusosi nel pomeriggio con un significativo ritardo rispetto alle previsioni, ha confermato le posizioni emerse nei giorni scorsi. "Abbiamo preso atto del no al Trattato di Lisbona arrivato dall’Irlanda", ha spiegato il premier sloveno Janez Jansa, che ha concluso con il vertice la presidenza di turno del suo paese. "Rispettiamo tale decisione democratica, ma allo stesso tempo si è deciso di proseguire con il processo di ratifica negli altri 7 paesi che non lo hanno ancora concluso". Esclusa ogni ipotesi di rinegoziare il Trattato, i 27 capi di Stato e di governo hanno invece deciso che "occorre più tempo per i temi istituzionali" e quindi ne riparleranno al summit straordinario del 15 ottobre, sotto presidenza francese. "Allo stesso tempo – aggiunge Jansa – ci siamo trovati d’accordo sul fatto che bisogna andare avanti, insieme, per affrontare i problemi concreti che interessano i cittadini. Dalla riunione di questi due giorni emergono infatti diverse decisioni operative". Sempre riguardo il Trattato, s’è convenuto che la Repubblica ceca provvederà a ratificarlo "solo dopo che sarà giunto il pronunciamento della Corte costituzionale sulla sua compatibilità" con il quadro giuridico nazionale. (segue)” ” ” “