Mentre in mattinata prende avvio la seconda sessione del Consiglio europeo, in corso a Bruxelles, emergono le difficoltà per trovare una posizione comune al fine di far procedere le ratifiche del Trattato di Lisbona, consentendone l’entrata in vigore prima delle elezioni per l’Europarlamento del giugno 2009. I capi di Stato e di governo hanno ascoltato, durante la cena di ieri sera, le interpretazione del "no" referendario fornite dal premier irlandese Brian Cowen. Il capo del governo ceco, Mirek Topolanek, ha aggiunto che "esistono molte perplessità" anche nel suo paese, anche se i leader presenti hanno riconosciuto che tutti gli Stati devono pronunciarsi al più presto sul Trattato. Ogni decisione sembra rinviata al vertice straordinario, già stabilito dalla futura presidenza di turno francese alla metà di ottobre. Il Consiglio non ha assunto particolari decisioni nemmeno per quanto riguarda l’escalation dei prezzi alimentari, demandando la proposta di soluzioni alla Commissione Barroso. Dai 27 è invece giunto il via libera all’ingresso della Slovacchia, che ora attende di sapere, dall’Ecofin dell’8 luglio, quale sarà il cambio della sua valuta nazionale con l’euro. Le conclusioni del summit sono attese per il primo pomeriggio.