LIBERTÀ RELIGIOSA: LAHHAM (VESCOVO TUNISI), "DAL DIALOGO DI CORTESIA A QUELLO DI VERITÀ"

"L’invito alla Mecca che l’Arabia Saudita ha rivolto alle tre religioni monoteiste perché dialoghino è ‘una prima’ importante da tenere in considerazione". Ne è convinto mons. Maroun Lahham, vescovo di Tunisi che oggi ha portato la sua testimonianza al Comitato scientifico del Centro internazionale di studi e ricerche Oasis in corso ad Amman, in Giordania. Diversi i punti positivi elencati dal presule circa i rapporti tra cristiani e musulmani: "in qust’ultimi sta affiorando una mentalità che accetta in linea di principio il fatto che un credente cambi religione a patto che non vi siano motivi retrostanti di ordine materiale, politico, etnico o pubblicitario. Ne consegue un ridotto numero di manifestazioni violente in cui si spacca o si brucia tutto. Da parte cristiana si nota – ha aggiunto – un chiaro passaggio dal dialogo di cortesia quello di verità, Occorre, cioè parlare di ciò che ci unisce ma anche di ciò che ci separa". Non mancano tuttavia le sfide come, per esempio, "la riproposizione delle vignette e della caricature che inaspriscono gli animi contro i cristiani in modo difficile da recuperare". A preoccupare, infine, il vescovo di Tunisi è l’Algeria: "la linea ufficiale algerina si indurisce ed inizia ad esprimere preoccupazioni politiche ed etniche e la piccola comunità cattolica è presa nel mucchio. Una situazione preoccupante per le chiese del Nord Africa". (Daniele Rocchi – Amman)