LIBERTÀ RELIGIOSA: SALAMEH (GIORDANIA), "IL DIALOGO NON MINACCIA LA RELIGIONE" (2)

Tra i problemi che mettono in pericolo il dialogo Salameh ha elencato "la povertà, l’aumento dei flussi migratori a causa degli scontri etnici, le occupazioni. E’ inammissibile che vi sia chi si permette di convertire gli altri con forza e inganni che riguardano la casa, il lavoro o i suoi bisogni". Le risposte a questi problemi sono "lo studio della letteratura religiosa, compreso il Vangelo, l’apertura nel territorio di parrocchie,centri culturali che attirino pensatori e opinion leader nei quali si incontrino i fedeli delle due religioni". Ma un aiuto importante al dialogo potrà venire dalla unità delle chiese del mondo perché sia effettivo il simbolo della fede, una chiesa santa, cattolica e apostolica". Da qui la denuncia di Salameh "di quelle istituzioni che sotto il nome di chiese, ma che non hanno niente di spirituale e non sono riconosciute adescano, fedeli con denaro e offerte di lavoro. Lavoriamo insieme in spirito di sostegno e amicizia e formiamo un solo corpo perché la luce vinca sulle tenebre". (Daniele Rocchi – Amman)