Istituire in ogni parrocchia un "centro di ascolto che per l’intero anno aiuti i credenti ad entrare nel mondo umano e spirituale di Paolo di Tarso e del suo pensiero". E’ quanto chiede mons. Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, nella lettera pastorale per l’anno bimillenario di San Paolo di Tarso, dal titolo "Con Paolo di Tarso evangelizzatori del terzo millennio". Il presule ricorda che la Chiesa reggina "è tra quelle le cui origini si fanno ascendere proprio alla predicazione in loco di San Paolo". Nella città calabrese esiste una bellissima tradizione "ancora viva" secondo la quale San Paolo, nel suoi viaggio verso Roma, sbarcò di notte sulla spiaggia di Calamizzi, dove si radunò un folto pubblico. "Gli fu impedito, però, di predicare e dopo tante insistenze scrive mons. Mondello – gli fu concesso di parlare solo per il tempo di durata di una piccola candela accesa. Questa, ovviamente, dopo un certo tempo si consumò, ma al suo posto si incendiò il cippo di marmo sul quale era situata e continuò ad ardere a lungo, consentendo a Paolo di proseguire per tutta la notte". Questo cippo marmoreo é custodito ancora oggi nella Cattedrale di Reggio Calabria. "Molti, ascoltando Paolo, si convertirono scrive il presule – fu per essi che l’Apostolo volle lasciare come primo Vescovo di Reggio uno dei suoi più fedeli collaboratori: S. Stefano da Nicea".