Nello specifico “l’amministrazione americana e opportunisticamente dietro di essa non pochi altri governi – ha precisato Papisca – stanno operando per la riappropriazione del diritto di fare la guerra che la Carta delle Nazioni Unite e il vigente diritto internazionale hanno loro sottratto”. In questo “contesto di deliberata illegalità”, secondo Papisca, “il terrorismo trova alimento sostanzioso”. Per contrastare questa “pericolosa deriva” ha invitato a difendere la Carta e le funzioni dell’Onu, lanciare una grande mobilitazione per un disarmo “reale”, lottare per la difesa dei beni pubblici globali come l’acqua, l’ambiente naturale e il patrimonio culturale e artistico dell’umanità”. Riguardo all’Ue Papisca ha messo in evidenza “lo stallo del processo di costituzionalizzazione”, un “fatto estremamente negativo perchè impedisce o comunque ritarda che la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue assuma forza giuridicamente vincolante”. E ha attaccato anche la tendenza a far prevalere, a livello lavorativo, la “flexicurity” “il nuovo insidioso disegno di insicurezza e precariato a livello planetario dopo il costoso insuccesso dell’offensiva neo- liberista” . Anche l’Italia non è da meno, per la sua “scarsa o punta ricettività a tradurre i diritti umani nella loro agenda operativa”, anche perchè “non esiste ancora un partito politico che abbia fatto dei diritti umani altrettanti capitoli del proprio programma”.