LIBERTÀ RELIGIOSA: BIN TALAL (RIIF GIORDANIA), "URGE UNA NUOVA CULTURA DEL DIALOGO" (2)

Per questi motivi non si può dare della religione "una descrizione sempre valida come quando si afferma che una certa religione è terroristica o arretrata o aggressiva, o persino che è superiore alle altre". In fondo, ha spiegato bin Talal "le religioni nel loro messaggio non differiscono se si guarda in profondità ai fondamenti comuni e agli obiettivi primari: aiutare l’uomo a fornirgli le coordinate primarie per costruire una vita attiva al servizio della civiltà umana". "La società giordana – ha aggiunto il direttore additandola ad esempio – fatta di musulmani e cristiani è armoniosa e unica, i suoi membri vivono insieme senza avvertire nessuna differenza religiosa. La nostra storia – ha concluso – è un modello esemplare di società in cui i cristiani vivono in rispetto reciproco con i fratelli musulmani mentre la costituzione assicura la sicurezza della società e la sua unità". (Daniele Rocchi – Amman)