LIBERTÀ RELIGIOSA: SAYEGH (VICARIO GIORDANIA), NON SOLO "RELAZIONI CORRETTE"

"In Giordania i cristiani non hanno mai vissuto segregati in un ghetto, ma si sono sempre mescolati ai musulmani, partecipano alla vita sociale, politica e culturale in tutti i loro aspetti". Alla giornata conclusiva dei lavori del Comitato scientifico del centro Oasis, in corso ad Amman, è intervenuto mons. Selim Sayegh, vicario patriarcale dei latini per la Giordania. Il Vicario ha presentato un quadro della chiesa latina nel Paese soffermandosi sul tema del dialogo ecumenico e interreligioso. "Il dialogo con le fedi cristiane non va oltre il dialogo della vita quotidiana anche perché la chiesa ortodossa rifiuta il principio di un dialogo che abbia a tema la religione cristiana". Quanto al dialogo "ufficiale" con i musulmani, ha spiegato "di fatto non esiste sebbene i cristiani partecipino abitualmente ad ogni incontro islamo-cristiano che si svolge nel Paese. A tema di questi incontri ci sono sempre argomenti che permettono di trovare un terreno comune tra le due fede tralasciando principi e dottrina". Tuttavia, ha auspicato mons. Sayegh, "cristiani e musulmani cooperino sempre di più in quanto giordani, dedicandosi alla costruzione di una società che ha bisogno dell’aiuto di tutti senza accontentarsi di relazioni corrette ma persistendo in un cammino di riflessione profonda che faccia crescere l’apertura all’altro". (Daniele Rocchi – Amman)