PAOLO GIUNTELLA: GIOVANNI BACHELET, "NON SCEGLIEVA I POSTI IN PRIMA FILA"

Alla presentazione dell’ultimo libro di Paolo Giuntella, "L’aratro, l’ipod e le stelle" (Edizioni San Paolo), ieri sera, a Roma,c’era anche Giovanni Bachelet, deputato Pd, figlio del presidente dell’Azione Cattolica Vittorio Bachelet, ucciso dalle brigate rosse nel 1980. "La domanda che ci facciamo dopo avere letto questo libro – ha detto, con le lacrime agli occhi – è: ci credo veramente? Ci crederò ancora nel momento della morte? Saprò crederci sorridendo fino alla fine, come ha fatto Paolo?". "L’enciclica conciliare Gaudium et spes ci insegna che non serve far diventare cristiani tutti gli uomini della terra – ha continuato Bachelet –. Basta uno che creda veramente. Perché tutti siamo misteriosamente collegati nella salvezza in modo misterioso". "Paolo era uno che credeva davvero. Un santo. Un cristiano che stava tra gli ultimi e con loro, che non sceglieva i posti in prima fila. Un povero laico cristiano, come si auto-definisce nel libro", ha affermato Bachelet. "Faceva bene il suo lavoro, pagava tutte le tasse, giocava con i bambini, scherzava, gioiva, beveva il vino con gli amici, non smetteva mai di cercare di capire anche ciò che non condivideva, e rideva nella malattia". Poco prima di morire, il 22 maggio, Giuntella scriveva: "Io resto ottimista".