BENEDETTO XVI: UDIENZA, "L’UOMO COMPLETO È L’UOMO CHE SI APRE A DIO"” “

"Non l’uomo che si chiude in sé è l’uomo completo", ma l’uomo che "si apre" a Dio e che "trova in Cristo la sua umanità". Lo ha detto ilPapa durante l’udienza di oggi, dedicata alla figura di San Massimo il Confessore, che con "intrepido coraggio seppe testimoniare l’integrità della sua fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo". "Non si deve amputare l’uomo per spiegare l’incarnazione", ha ammonito il Papa, perché "solo fuori dinoi, in Dio, troviamo noi stessi, la nostra totalità e completezza". San Massimo, in particolare, "non accetta nessuna riduzione dell’umanità di Cristo",perché "l’uomo senza volontà sarebbe un uomo amputato". Senza la volontà umana, oltre che divina – ha spiegato infatti il Pontefice – "Gesù non sarebbestato vero uomo, non avrebbe vissuto il dramma dell’esistenza umana, che consiste nella conformità della volontà nostra con la volontà dell’Essere". A riprova di ciò, "la Sacra Scrittura non ci mostra un uomo amputato, ma un vero uomo concreto: Cristo, che ha assunto la totalità dell’essere umano, quindi anche la volontà umana". San Massimo, quindi, per il Papa ci mostra che "esiste un dualismo" nella persna umana, ma anche "come superare il dualismo e trovare l’unità nella persona di Cristo, che non è schizofrenico". L’uomo, in altre parole, "trova l’integralità di se stesso uscendo da se stesso".(segue)