"Tolleranza, libertà e dialogo" sono "valori importanti", che "vanno giustamente difesi", ma "una tolleranza che no distingue tra bene e male diventa caotica e autodistruttiva, una libertà che non rispetta la libertà altrui e la nostra comune misura di umanità diventa anarchia e distrugge l’autorità, un dialogo che non sa più su che cosa dialogare diventa una chiacchierata vuota". E’ il forte ammonimento lanciato oggi dal Papa, durante l’udienza generale di fronte a circa 14 mila fedeli interamente dedicata alla figura di san Massimo il Confessore, "testimone coraggioso della sua fede in Cristo, vero Dio e vero uomo, Salvatore del mondo", nato in Palestina intorno al 580 e morto in esilio il 13 agosto 662. "Tolleranza, libertà e dialogo ha proseguito il Santo Padre sono valori grandi e fondamentali, ma possono rimanere tali solo se mantengono il punto di riferimento che li unisce". Questo "punto di riferimento", come testimonia san Massimo, è "la sintesi tra Dio e il cosmo nella figura di Cristo, nella quale impariamo la verità di noi stessi e come collocare gli altri valori, perché abbiamo il loro giusto significato". Il Pontefice ha concluso la catechesi di oggi citando un pensiero di San Massimo: "noi adoriamo un solo Figlio, insieme con il Padre e con lo Spirito Santo, come prima dei tempi, così anche ora, e per tutti i tempi, e per i tempi dopo i tempi". (segue)