CARITAS IN EUROPA: GIORDANO (CCEE), "MOTORE DEL CAMMINO ECUMENICO E INTERRELIGIOSO" (2)

Per mons. Giordano è importante che l’Europa si interroghi sul senso della vita. "Non dobbiamo dimenticarci – questo è uno dei suoi esempi -, che ogni anno in Europa muoiono 50.000 persone per suicidio e che in 7/8 Paesi europei la più alta percentuale di morte dei giovani è costituita dal suicidio". Ma sul capitolo dei valori europei rimane aperta la divergenza sui contenuti dei valori stessi: "Nel nome dello stesso valore – ha detto – si possono sostenere posizioni del tutto contrarie: per esempio la dignità umana viene citata sia contro l’aborto sia a favore dell’aborto". Lo stesso per l’eutanasia, l’uso delle cellule staminali, ecc. In una Europa delle diversità e del pluralismo ecumenico e religioso (285 milioni di cattolici, 161 milioni di ortodossi, 77 milioni di protestanti, 26 milioni di anglicani, 2 milioni e mezzo di ebrei, 35 milioni di musulmani, 2 milioni e mezzo di buddisti e tanti aderenti a religioni "alternative), secondo mons. Giordano l’unica strada è "il dialogo vero, per mettere insieme unità e distinzione, realizzare una unità che sia non distruzione ma inveramento delle distinzioni". Perché, ha sottolineato più avanti, "il bene comune coincide con la realtà del dialogo". Il servizio delle Caritas consiste dunque nella "realizzazione nel mondo di laboratori di solidarietà, di giustizia, di vita sostenibile, di pace, di dignità umana, di diritti umani, ma anche di cattolicità, dialogo interreligioso e cultura".