Domenica 29 giugno, solennità dei Santi Pietro a Paolo, a Spoleto, verrà riaperta l’antichissima chiesa di S. Pietro extra moenia, l’edificio di culto alle pendici del Monteluco. Sarà l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, a riconsacrare la chiesa, edificata dal vescovo spoletino S. Achilleo nel 419. L’aspetto attuale dell’edificio è certamente frutto degli interventi del XVIII secolo, per quanto riguarda l’interno, e del XII secolo per la facciata. Quest’ultima, in particolare, rappresenta la testimonianza più compiuta della scuola scultorea umbra di epoca romanica. In essa sono raffigurati, tra gli altri, i temi della morte del giusto, contrapposta alla morte del peccatore, le riflessioni sul bestiario medievale, la lavanda dei piedi, il lupo studente e la lotta col dragone. L’edificio di culto afferma il particolare legame della comunità cristiana di Spoleto con quella romana. Secondo le opinioni di molti storici la basilica spoletina sarebbe la prima fuori Roma dedicata S. Pietro. Sottolinea l’arcivescovo Fontana: "S. Pietro è la chiesa collegiata di quell’area meridionale di Spoleto, non accastellata, perché mai si difese dal Papa. E’ il tempio che riverbera la santità degli eremiti del monte sacro, che lì riposano da oltre un millennio davanti all’altare. E’ il luogo di una città, che tornando a dedicare la basilica a Cristo Signore, in onore del Principe degli Apostoli, vuole ridire la sua voglia di futuro".