LAVORO: ACLI, TORNA LO SPETTRO DELLE DIMISSIONI IN BIANCO

"Quale tutela ora contro le dimissioni in bianco?". A chiederselo sono le Acli, dopo che il governo, con il decreto legge entrato in vigore due giorni fa, ha deciso di abolire la nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie, che era stata istituita appena l’anno scorso con l’obiettivo di contrastare il triste fenomeno dei licenziamenti mascherati, le cosiddette “dimissioni in bianco”. Contro questa pratica illecita, tendente a colpire soprattutto le donne e i lavoratori atipici – costretti a firmare al momento dell’assunzione un foglio di dimissioni senza data utilizzabile dal datore di lavoro in caso di maternità, infortunio o lunga malattia – la legge 188 prevedeva l’obbligo di utilizzare per le dimissioni un modulo predisposto dal Ministero del Lavoro, con tanto di numero identificativo, data di registrazione e scadenza a 15 giorni. Il decreto legge del Governo ha cancellato quest’obbligo. Secondo le Acli, "sarebbe stato opportuno fare una più attenta distinzione e non abrogare in modo integrale la norma". "Se infatti è giusto – afferma il responsabile del dipartimento lavoro delle Acli, Maurizio Drezzadore – provvedere a snellire gli adempimenti formali in capo alle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, una particolare attenzione e tutela andava mantenuta relativamente alle dimissioni volontarie delle lavoratrici e nel lavoro atipico". ” ” ” “