“Ripensare i cicli produttivi a partire dalla persona”. E’ l’invito di don Ottorino Rizzi, responsabile dell’Ufficio regionale di pastorale del lavoro dell’Emilia Romagna, intervenuto oggi pomeriggio a Bologna, nel corso di un convegno su “Dignità del lavoro, benessere e realizzazione personale nel lavoro”, organizzato dalla Cisl regionale a partire dallo slogan “Sono io forse responsabile?”. "Le morti sul lavoro ci richiamano la centralità della vita e della persona", ha aggiunto, ricordando come più volte papa Benedetto XVI, il card. Angelo Bagnasco e i vescovi italiani siano intervenuti in tal senso. Don Rizzi ha perciò invitato a "valorizzare tutto ciò che può dare risposte alla sicurezza sul lavoro: dalla legge a quelle politiche attive per combattere il lavoro nero, superare la precarietà ed educare alla legalità". Proprio sull’educazione si concentra anche l’opera della Chiesa, chiamata a "elaborare percorsi per l’educazione a una responsabilità personale e collettiva che porti a vedere l’altro come parte di se stessi, in un’accoglienza reciproca dei doni". Il sacerdote ha poi ribadito l’importanza di "ridire il senso del lavoro e i suoi tempi, in relazione ai tempi della festa e a quelli della famiglia", e ha richiamato la necessità di una "partecipazione del lavoratore all’impresa, che così diviene una comunità di persone".