Conoscere Paolo, "maestro della Parola, nella comunità cristiana, perché la conoscenza diventi familiarità ed imitazione": questo il "primo obiettivo specifico e urgente" dell’Anno Paolino. È quanto sottolinea don Cesare Bissoli, consulente dell’Ufficio catechistico della Cei, in una nota sull’ultimo numero dell’"Osservatorio comunicazione e cultura", rivista dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e del Servizio per il progetto culturale della Cei (www.progettoculturale.it). "Si sa scrive Bissoli come la seconda lettura della messa, sovente di Paolo, sia spesso fuori attenzione nell’omelia, ed anche i gruppi di ascolto non hanno questo Apostolo così centrale, sia perché Paolo suppone qualcosa che precede (la storia di Gesù), sia perché è in se stesso non facile come idee e come linguaggio, in certo modo ancora di più oggi nel fervore di un ricerca su Gesù e sulle origini cristiane concentrata fin troppo nella considerazione di autori apocrifi, non calcolando adeguatamente la testimonianza di Paolo". Perciò, in questo Anno "cura centrale sarà impostare percorsi esegetico-pastorali su misura del popolo di Dio". A tal proposito, Bissoli annuncia la pubblicazione, da parte del Settore "apostolato biblico" nazionale, di un sussidio a schede che "parte da domande, affronta temi e conclude con una traccia di meditazione e una lettura-preghiera di passi paolini".