ANNO PAOLINO: OSSERVATORE ROMANO, "IL COMPITO DELLA CHIESA DI ROMA"

"Paolo non è per i cristiani una figura del passato, ma un maestro che parla ogni giorno attraverso le sue lettere". A ricordarlo, sulla scorta delle parole del Papa di questi giorni, è Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, in un editoriale. La presenza di Paolo, prosegue il direttore del quotidiano della Santa Sede, "anche oggi è quella di un uomo la cui fede non è ‘una teoria, un’opinione su Dio e sul mondo’, ma ‘l’impatto dell’amore di Dio sul suo cuore’: come sempre fa nel commento dei testi e delle ricorrenze liturgiche, Benedetto XVI va all’essenziale e sa spiegarlo con parole semplici e profonde. Così è proprio l’esperienza di Paolo a mostrare ai cristiani la via dell’unità, che si trova nel servizio alla verità; anche se questo ‘si paga con la sofferenza’ in un mondo pervaso dal potere della menzogna". Alla presenza di Paolo la tradizione della Chiesa di Roma ha sempre unito quella di Pietro: "La missione dei due apostoli, in modo diverso – commenta Vian – fu quella di aprire la Chiesa all’ecumene, cioè all’intero mondo allora conosciuto, senza alcuna barriera". Così "Roma deve rendere visibile la fede a tutto il mondo», mentre la "missione permanente di Pietro" è quella di fare sì che la Chiesa "sia sempre la Chiesa di tutti". "Nella continuità della tradizione apostolica, è questo il compito della Chiesa di Roma", conclude il direttore.