"Un grande uomo di cultura che si è speso nel tentativo di riappacificare ragione e fede". Così mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, ha definito Antonio Rosmini, aprendo ieri sera a Verbania (diocesi di Novara), il corso per studenti di teologia, organizzato dall’Ufficio da lui diretto, sul tema "Il ruolo della Chiesa tra fede, ragione e bene comune". "È da alcuni anni ha spiegato Tarchi che scegliamo di riflettere su figure sacerdotali e religiose che siano esempi per il nostro modello di vita". Rosmini, sacerdote, teologo e filosofo, fondatore dell’Istituto della carità (Rosminiani) e delle suore della Provvidenza, è stato beatificato lo scorso 19 novembre. "Rosmini ha detto lo storico Giorgio Campanini visse in un periodo di svolta in cui la restaurazione lasciava spazio all’affermazione di nuove ideologie di massa, socialismo e nazionalismo, e al radicamento del processo di laicizzatone della società. Di fronte alla difficile situazione che viveva la Chiesa, Rosmini è stato il primo ad avvertire la necessità di non chiudersi nel passato imparando a cogliere gli aspetti positivi della modernità, perché solo trovando nuove vie la Chiesa avrebbe potuto continuare ad incidere positivamente nel suo tempo". (segue)