L’unità è il "valore fondamentale della Chiesa cattolica". Lo ha detto il Papa, che nell’ultima parte della catechesi dedicata ancora una volta alla figura di san Gregorio Magno, si è soffermato sulle "relazioni" che quest’ultimo coltivò con i patriarchi di Antiochia, di Alessandria e della stessa Costantinopoli. "Si preoccupò sempre di riconoscerne e rispettarne i diritti ha ricordato Benedetto XVI – guardandosi da ogni interferenza che ne limitasse la legittima autonomia". "Sollecito tuttavia dell’unità della Chiesa ha proseguito il Papa – non mancò di intervenire quando erano in gioco i diritti della Sede di Roma e soprattutto il valore fondamentale dell’unità" della Chiesa cattolica. "In un contesto storico in cui ci si attribuivano titoli ecclesiali che potevano toccare la sensibilità dei vari Patriarchi, egli si accontentò del titolo di ‘servus servorum Dei", ha fatto notare il Santo Padre, ma "questo non gli impedì di affermare con forza l’indipendenza della Chiesa dal potere civile nelle questioni religiose e di rivendicare con coerenza e coraggio i diritti del successore di Pietro". "Con questo grande Papa ha concluso Benedetto XVI – la sede romana acquistò uno straordinario prestigio in tutto il mondo cristiano. Seguendone l’esempio, con scelta significativa, i Papi successivi amarono qualificarsi col titolo a lui caro, quello di ‘servus servorum Dei’".