MIGRAZIONI: LA PREOCCUPAZIONE DELLE CHIESE EUROPEE SULLA DIRETTIVA UE PER I RIMPATRI (2)

La cosiddetta "direttiva rimpatri" giungerà all’attenzione dell’Europarlamento il 17-18 giugno prossimi. Votata ad ampia maggioranza dalla Commissione libertà pubbliche dell’Assemblea nel settembre 2007, il testo aveva dapprima suscitato posizioni differenti tra i 27 governi degli Stati membri, che invece hanno raggiunto nei giorni un accordo nella riunione del Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti (ambasciatori) degli Stati presso l’Unione europea. Crescono invece, alla vigilia del voto in Aula, i ripensamenti nei gruppi politici del Parlamento, che vanno ad aggiungersi alla Gue (sinistra unita), contraria sin dall’inizio al contenuto della direttiva. Il "no" al testo è stato espresso anche da numerose ong e associazioni impegnate a favore dei migranti, molte delle quali avevano dato vita a una manifestazione svoltasi a Bruxelles il 7 maggio. Perplessità sulla stessa direttiva è stata espressa inoltre da mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti. Rispetto ai rimpatri "forzati" (previsti in taluni casi anche per i minori), le Chiese europee indicano invece la via dei "ritorni volontari".