” “Rinnovare ed aggiornare il "documento di Torreglia", dichiarazione siglata nel marzo 1992, "che indica alcuni criteri-guida per una più ampia comunione ecclesiale" oltre alle "procedure per un ridisegno delle presenze e degli ambiti di servizio degli istituti religiosi del Triveneto". Questa, si legge in una nota del patriarcato di Venezia, la decisione uscita dall’incontro svoltosi ieri a Rovereto (Trento) fra la Conferenza episcopale triveneta (Cet) e i rappresentanti regionali dei religiosi e delle religiose. A presiedere la riunione, presso la Casa natale di Antonio Rosmini, il patriarca di Venezia card. Angelo Scola; ad introdurne il tema, mons. Dino De Antoni, arcivescovo di Gorizia, con i rappresentanti regionali di Cism e Usmi. "Riaffermata l’importanza della vita consacrata" e "rilevato il buon clima di comunione" tra istituti religiosi e diocesi del Nordest, "sono state affrontate si legge ancora nella nota – le principali questioni attinenti alle forme di collaborazione dei religiosi e delle religiose con la vita pastorale", e "le attività gestite soprattutto dagli istituti di vita consacrata (dalle scuole alle opere di carità)". L’incontro ha rappresentato inoltre l’occasione per approfondire la vita e la figura di Rosmini, proclamato beato nel novembre 2007, e del quale ogni diocesi ha ricevuto in dono una reliquia.