AFGHANISTAN: CARITAS INTERNATIONALIS, "GLI AIUTI NON VANNO ALLA POPOLAZIONE"

Un appello per rimettere al centro, in Afghanistan, la lotta alla povertà e la giustizia sociale, visto che negli ultimi tempi gli aiuti umanitari non sono andati alla popolazione e la crisi alimentare mondiale ha portato ad un aumento eccessivo dei prezzi, con rivolte e scioperi. L’appello e la denuncia viene oggi da Caritas internationalis, in vista della Conferenza internazionale sull’Afghanistan che la Francia ospiterà il 12 giugno. Elencando le cause della povertà in Afghanistan (uno dei Paesi con i più bassi tassi di sviluppo al mondo per decenni di conflitti, scarse infrastrutture, migrazioni di massa, alluvioni e malattie, ecc.) la Caritas internationalis fa il punto sugli aiuti allo sviluppo giunti negli ultimi anni per supportare la nascita delle nuove istituzioni statali. Aiuti risultati "meno efficienti e meno effettivi". "L’efficienza della distribuzione degli aiuti in Afghanistan – denuncia la confederazione di 162 realtà cattoliche – ha ricevuto grandi critiche. Molti degli aiuti che passano attraverso il governo si fermano a Kabul e somme consistenti dei fondi internazionali vanno a profitti corporativi o ad onerosi consulenti stranieri". Molti di questi sono "aiuti vincolati", ossia "i donatori vincolano i fondi in modo tale che una percentuale sia destinata all’importazione di lavoro e materiali, molto spesso verso i loro Paesi". (segue)