LIBIA: MONS. MARTINELLI (OSSERVATORE ROMANO) "DIALOGO APERTO TRA CRISTIANI E MUSULMANI" (2)

Per questo il vescovo ha aperto un centro di aiuto di prima necessità per gli emigranti, e sta cercando di raccogliere in una casa, fuori della prigione, le donne e i bambini eritrei, con l’aiuto della World islamic call society. A giudizio di mons. Martinelli, "anche in Libia si stanno affacciando il consumismo e l’individualismo, ma qui la secolarizzazione non è ancora un problema. In questa vita difficile e precaria degli immigrati la fede si trasforma, diventa l’unico punto di appoggio per quello che è veramente il ‘popolo dell’esodo’; si verificano anche dei miracoli di conversione durante il cammino nel deserto". E il confronto con i musulmani, che, sottolinea, "hanno un forte senso della preghiera", contribuisce a "rafforzare l’identità dei cristiani". "Nel dolore e nella degradazione – conclude – Dio è veramente necessario per permettere alle prostitute nigeriane o agli eritrei in fuga — gli ultimi della terra — di sentirsi amati, degni di essere riconosciuti nella loro dignità di esseri umani, di figli del Padre".