” “"La certezza costituisce talvolta un ostacolo alla conoscenza vera di certi fenomeni", ha affermato Marion ricordando che la "finitezza" della conoscenza umana "porta a limitare la certezza". Di qui la provocazione del filosofo: "Bisogna sempre, per conoscere con certezza, enunciare un giudizio affermativo? Non si potrebbero trovare certezze in conoscenze negative?". E’ la categoria di "certezza negativa", in altre parole, ciò che per Marion costituisce "lo statuto trascendentale della conoscenza". "Le domande necessariamente senza risposta la sua tesi centrale non devono, e d’altronde non possono, essere sempre squalificate come domande mal poste; succede al contrario che esse siano poste molto correttamente, e che anzi facciano emergere l’impossibilità di principio della minima risposta affermativa". Di qui l’attacco ad una certa cultura laicista: "Reputare sempre prive di senso le questioni alle quali non troviamo alcuna risposta testimonia non solamente, spesso, una perfetta cattiva fede, ma esercita anche una negazione della finitezza, che contraddice la rivendicazione apparente di modestia e di scetticismo". Proprio "in virtù dell’allargamento indefinito della razionalità", ha concluso il filosofo, "il portare alla luce una tale ‘finitezza infinita’ costituisce un compito prioritario della filosofia, se essa vuole andare oltre il nichilismo".