Erano entrambi cattolici laici e furono entrambi eletti all’Assemblea Costituente nel giugno 1946: Giuseppe Lazzati e Giuseppe Dossetti svolsero un ruolo di primo piano nell’elaborazione dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale. "Allora essere cattolici voleva dire impegnarsi per ricostruire un paese a misura d’uomo, nel rispetto delle differenze ideologiche e nella ricerca dell’unità dei distinti’", osserva Margherita Lazzati, nipote del politico e intellettuale di cui + in corso la causa di beatificazione. A Lazzati e Dossetti mercoledì prossimo, 11 giugno (ore 18), l’Ambrosianeum di Milano dedicherà il penultimo incontro del ciclo "Grandi testimoni del Novecento. Profili paralleli". Relatori, Luigi Franco Pizzolato e Giorgio Campanini, curatore dell’intero ciclo insieme a Marco Garzonio. Dossetti nel 1951 abbandonò la politica, per poi farsi monaco. Lazzati, dopo una legislatura in Parlamento, tornò all’insegnamento di letteratura cristiana antica all’Università Cattolica, di cui fu anche rettore. Due presenze relativamente "brevi" e tuttavia decisive nella storia della politica italiana. Il percorso dell’Ambrosianeum si concluderà il 18 giugno, con un incontro dedicato a due personaggi di grande rilievo per la storia italiana e per l’impegno dei cattolici in politica: Amintore Fanfani ed Ezio Vanoni.