"Le strutture cardine del sistema sicurezza italiano hanno mostrato tutta la loro interna corrosione: si viaggia a un ritmo di ben oltre 1.000 morti sul lavoro e più di 900.000 infortuni all’anno". Sono le cifre ufficiali Inail, senza contare gli infortuni anche mortali e gravi dei lavoratori "in nero", riportate dal "Rapporto sui diritti globali 2008", presentato questa mattina a Roma. Pubblicato da Ediesse e curato dall’associazione SocietàINformazione, lo studio è promosso da Cgil, Arci, ActionAid, Antigone, Cnca, Forum ambientalista, Gruppo Abele, Legambiente, per fare il punto ogni anno sulla globalizzazione e sui diritti in Italia e nel mondo. "Se l’approccio rimane quello di ridurre secondo criteri di contabilità aziendale cifre, peraltro, già approssimate per difetto denuncia il Rapporto in riferimento ai dati 2007 -, è chiaro che il carattere patologico degli infortuni in Italia non sarà significativamente intaccato". Non solo: la tragedia della ThyssenKrupp "ha portato alla ribalta, più di ogni altra delle troppe morti sul lavoro, la questione operaia", afferma lo studio, rilevando: "A Mirafiori (To) si è passati dai 60.000 operai del 1980 ai 14.000 di oggi: la fabbrica si è fatta diffusa, quindi dispersa sul territorio, ma gli operai continuano a essere milioni di persone".” ” ” “