IMPRONTE AI ROM: COMBONIANE APPREZZANO RISOLUZIONE PARLAMENTO UE, "NON LASCIA DUBBI"

"Apprendiamo con piacere che il Parlamento europeo ha bocciato le misure di emergenza nei campi nomadi volute da Maroni, comprese le impronte. Con un documento che non lascia alcun dubbio": è il commento odierno delle missionarie comboniane della redazione di "Combonifem", il network on line con sede a Verona, che ha avviato il 4 luglio una petizione contro le impronte digitali ai bambini rom, che ha raccolto finora 205 firme. Le missionarie denunciano oggi anche un fatto singolare avvenuto questa mattina: l’oscuramento, a causa di un virus, della pagina del sito che ospitava la petizione. "Una casualità? Non è quel che pensiamo noi né i nostri tecnici che hanno risolto il problema. Esiste più di una probabilità che qualcuno abbia voluto oscurare la petizione sulle impronte dei bambini rom", sostengono. La raccolta firme continua tuttora ed è rivolta ai concittadini "perché sia cancellata immediatamente l’iniziativa" e perché "contrassegnare un gruppo di persone per la loro nascita, e non per delitti di cui si fossero macchiati in condizioni adulte di responsabilità, è semplicemente perpetuare la primitiva pratica del capro (ora diventato gregge) espiatorio", si legge nell’appello.