"I bambini sono divenuti oggetto di sfruttamento sessuale commerciale in tutto il mondo. Oggi le stime esistenti rilevano che, ogni anno, circa 2 milioni di bambini sono introdotti nel mercato, miliardario, del sesso". Lo ha denunciato, oggi a Roma, nella tavola rotonda "Bimbi nella rete, il turismo contro la pedofilia on line", Yasmin Abo Loha, che coordina i programmi di Ecpat Italia, nata nel 1994 da Ecpat, un network internazionale sorto nel 1991 a Bangkok con il preciso obiettivo di porre un freno al fenomeno del turismo sessuale. "Il numero di turisti e viaggiatori che una volta giunti a destinazione cercano prestazioni sessuali da minori a pagamento non è quantificabile", ha evidenziato Abo Loha, che ha ricordato come sia "difficile tracciare un profilo psicologico di clienti": "Ad oggi ha detto – si riscontrano 3 tipologie: i pedofili (la minor parte), gli abusatori abituali, gli abusatori occasionali (la stragrande maggioranza); tra questi, ve ne sono alcuni che per l’occasione si trasformano in produttori di materiali pedopornografici, che divulgano e vendono servendosi di internet". In generale, l’età dei turisti sessuali è passata dai 30-40 anni degli anni ’90 ai 20-30 di oggi". "C’è ancora molto da fare, perché si possa contenere lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali", ha concluso.