"La sentenza che autorizza la soppressione di Eluana Englaro è un fatto gravissimo e va a costituire un precedente fuorviante e pericoloso nel nostro ordinamento giuridico". Ad affermarlo è Domenico Galbiati, presidente dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico "Eugenio Medea" – Associazione "La Nostra Famiglia". "Non si tratta chiarisce Galbiati – di sospendere cure mediche, tanto meno di cessare un accanimento terapeutico, né di interrompere interventi di supporto artificiale alle funzioni vitali". Per Galbiati, "siamo a tutti gli effetti di fronte ad un caso di eutanasia e, anzi, perfino oltre, in quanto lo stesso consenso della persona che viene soppressa è discutibile e problematico nelle forme in cui viene supposto dal giudice. Tanti bambini ricoverati da noi sono nelle condizioni di Eluana. Pertanto, pur consapevoli delle grandissime sofferenze delle famiglia, ci auguriamo un ripensamento". "In ogni caso conclude Galbiati – si tratta di un evento che getta una luce sinistra anche nelle ipotesi legislative di testamento biologico, già di per sé cariche di ambiguità e, in taluni casi, di chiare propensioni eutanasiche".