Salutando, poi i giovani che hanno preso parte alla "Fiaccola" ha sottolineato che "le distanze geografiche non fanno barriera per voi italiani e italo-australiani, legati strettamente tra voi anche da un vincolo di sangue e da una eredità storica comune". Mons. Saviola ha ricordato che la Fiaccola è stata benedetta dal Papa il 1° gennaio scorso e prima di giungere in Australia è passata per Gerusalemme "quasi per raccogliere e portare tra voi questo annuncio di pace e di unità, nella quale in questi giorni volete riconfermarvi per fare tra voi una sola comune esperienza, una sola voce". E ancora rivolgendosi ai giovani ha ricordato l’emigrazione dei loro familiari, anche loro giovani, che partivano "carichi di energie fisiche e morali, con tanta speranza per l’avvenire, con tanta voglia di successo, con tanto coraggio nell’affrontare le incertezze e difficoltà di una vita nuova". "Testimoni ed annunciatori del Vangelo, voi giovani d’Australia ha concluso il direttore della Migrantes-in questa vasta terra, assetata di Cristo e del Vangelo; voi giovani italiani, nella nostra Italia che tanti continuano a chiamare centro del cristianesimo, terra di antica cristianità, che potrebbe però diventare di vecchia e decrepita cristianità, se voi, con la vostra giovinezza carica di vitalità, non vi impegnate a farla ringiovanire".