Alla Terza assemblea ecumenica di Sibiu i problemi "non sono stati taciuti" ma "affrontati con schiettezza e sincerità". E questo se dauna parte "ha creato delle sofferenze", dall’altra "ha anche dimostrato che oggi i cristiani di Europa sono in grado di parlare anche dei problemi". Questoil bilancio di "Sibiu 2007" che mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee stila all’indomani dell’incontroche le due delegazioni Ccee e Kek hanno avuto sabato scorso in Romania. "Sibiu dice Giordano – è stato un evento importante innanzitutto perché è avvenuto", dimostrando che "l’incontro tra i cristiani è possibile cosìcome la discussione sui grandi temi che stanno al cuore dell’Europa". Dall’altraparte prosegue Giordano "a Sibiu sono emersi anche i problemi tipici dell’ecumenismo attuale. Come il problema della identità, il confronto con la modernità e la crisi dei valori. E’ emerso anche che le Chiese non hanno una visione condivisa rispetto all’unità della Chiesa". Tutto ciò però secondo il rappresentante del CCee apre prospettive per il cammino futuro: "L’Assemblea di Sibiu è stato un incontro serio e questo forse indica che è giunto il momento di andare in profondità sui temi ecumenici, sulle grandi questioni dell’uomo, sui problemi etici e morali perché l’Europa deve riscoprire il cristianesimo".