(dai nostri inviati a Sydney) – Si può essere pellegrini anche con l’uniforme. A testimoniarlo gli oltre 200 militari provenienti oltre che da Australia, da Germania, Francia e Canada, che si sono ritrovati di fronte all’Opera House di Sydney per incontrare i giovani della Gmg capitanati dal vescovo ordinario militare Max Davis. Stretti nelle loro divise hanno incontrato e parlato con gli altri pellegrini: "Vogliamo fargli capire che i militari cattolici lavorano per la pace – spiega il tenente australiano Frederic Assouad ad essere sincero credo che forse la missione in Iraq è stato uno sbaglio, ma non bisogna dimenticare che noi soldati australiani ci siamo sempre impegnati per la pace anche se si indossano le stellette. E penso a missioni come Indonesia, Timor Est, per aiutare le popolazioni locali dopo terremoti o guerre civili. Essere militari è un modo per essere utili al proprio paese". "Non è strano vedere dei militari immersi tra la folla di giovani inneggianti alla pace conferma il luogotenente canadese David Chee – spesso questa è solo una uniforme, noi possiamo essere testimoni di fede e di pace anche indossandola". Con questa iniziativa l’Australia è stata la prima nazione a coinvolgere i giovani militari nel programma di una Gmg.