La donna, secondo la relatrice, "possiede un’inclinazione particolare nei confronti dell’accompagnamento spirituale, in virtù della sua predisposizione alla maternità", che va intesa non solo in senso biologico ma "spirituale". Un esempio per tutti: il ruolo di Maria all’interno del Cenacolo, prima della Pentecoste. "Maria di Nazareth ha fatto notare suor Napoletano in quei giorni ha esercitato un vero e proprio ministero nei confronti degli apostoli: la sua è stata una ‘missione materna’ esplicatasi nella capacità di accogliere gli apostoli, come una mamma che sa andare al di là degli errori dei suoi figli; di custodire la Chiesa, affidatagli da Gesù sotto la Croce; di unire e di incoraggiare gli apostoli". Di qui la pari dignità del "principio mariano" e del "principio petrino" nella Chiesa, proclamata da Giovanni Paolo II nella "Mulieris Dignitatem". Tra le caratteristiche principali della direzione spirituale al femminile, suor Napoletano ha menzionato l’attenzione alla "dimensione relazionale" dell’incontro, in virtù della quale le donne "non hanno paura di far emergere il cuore" e fanno prevalere "la volontà di accoglienza, prima di dirigere e confermare"; la "capacità di intuito" e quella di "comprendere e incoraggiare", sapendo "entrare nel cuore dell’altro per comprenderlo dal di dentro, con fermezza e delicatezza".