Dopo aver rievocato "quei pionieri sacerdoti, suore e frati" anche giovanissimi, giunti "a questi lidi" dall’Europa, che con la loro testimonianza di vita hanno costruito "gran parte dell’eredità sociale e spirituale" di oggi e hanno ispirato "un’altra generazione", Benedetto XVI ha rivolto un pensiero alla beata Mary MacKillop e al beato Peter To Rot. Il Pontefice si è quindi soffermato sulle "ferite" della terra: "l’erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo", e ha sottolineato "le ferite" della società. Oggi, ha detto, "un veleno" minaccia di "corrodere ciò che è buono, riplasmare ciò che siamo e distorcere lo scopo per il quale siamo stati creati". Citando "l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale", ha aggiunto: "Vi è anche qualcosa di sinistro che sgorga dal fatto che libertà e tolleranza sono così spesso separate dalla verità", nella convinzione che "non vi sia una verità assoluta a guidare le nostre vite". "Il relativismo, dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l”esperienza’ importante più di tutto", ma "le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre" a "confusione morale", "indebolimento dei principi", "perdita dell’autostima e persino alla disperazione".