(Dai nostri inviati a Sydney) – "Cosa rimane della vostra Cresima? L’avete ricevuta? E se qualcuno non l’ha ancora fatto perché?". E’ partito rivolgendo ai giovani questa domanda provocatoria mons. Alberto Tanasini, vescovo di Chiavari, oggi nella catechesi del secondo giorno della Gmg. Il vescovo ha ricordato i cosiddetti "abbandoni", evidenziando come il "dopo-cresima" sia diventato "un caso pastorale". Tuttavia ha incoraggiato i giovani: "Io non sono pessimista ha detto – da quando ho constatato quanto lo Spirito Santo lavora nel nascondimento del cuore dei ragazzi che ricevono questo Sacramento, facendo sorgere impegni di vita molto alti, molto veri e fedeli". Il vescovo ha ricordato che ricevere la Cresima significa "partecipare personalmente all’evento della Pentecoste" e che, come lo stesso Benedetto XVI afferma nel suo messaggio per la Gmg, "la Pentecoste è il punto di partenza della missione della Chiesa". "L’efficacia della missione ha aggiunto – presuppone che le comunità siano unite, abbiano un cuor solo e un’anima sola". Per cui, "non e possibile dire ‘Cristo sí’, ‘la Chiesa no’". "Senza la Chiesa ha concluso consegnando infine ai giovani una provocazione – come posso incontrare davvero Gesù, non nel ricordo, non nell’invenzione, non ‘come mi piace’ ma proprio Lui, al vivo, che opera?".” ” ” ” ” “