"E’ inconcepibile ed assurdo, dopo il riconoscimento ormai consolidato, da parte di dottrina e giurisprudenza, della legittimazione a costituirsi parte civile nei processi relativi a violenze sessuali a danno di minori e pedofilia, in capo alle associazioni portatrici di interessi lesi dal reato, che all’Associazione Meter venga rifiutata la costituzione di parte civile per la tristissima vicenda di abusi sulla 12enne di Mazarino, violata ed indotta alla prostituzione minorile da più di 12 persone". E’ duro il commento di don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter onlus, da anni in prima linea nella lotta alla pedofilia e agli abusi sessuali sull’infanzia e che già con la sua associazione è "intervenuto" in diversi processi e al quale oggi, invece, "paradossalmente e senza fondamento giuridico", viene rigettata dal Tribunale di Gela la richiesta (concordata con i genitori della minore) di essere parte civile nel processo. "Una situazione assurda", denuncia Meter, in virtù della motivazione resa dal Gup di Gela, per la quale gli avvocati di entrambe le parti "sono rimasti esterrefatti" a causa della "palese falsa applicazione" dell’art. 78 del codice di rito. Don Di Noto ritiene "ingiustificato e privo di fondamento" il rigetto dell’atto di costituzione dell’Associazione Meter, volto "ad ulteriore tutela della vittima e non certamente a fini strumentali".