ROM: UE E LA SAPIENZA, “SOLUZIONI SI TROVANO SOLO CON DIALOGO E FIDUCIA” (3)

“Vogliamo essere trattati come esseri umani, non come animali sottoposti a timbratura – ha raccontato Umiza Halilovic, portavoce del campo Rom di v. Cesare Lumbroso a Roma, dove è già iniziata la schedatura -. Abbiamo bisogno di documenti di cittadinanza o permesso di soggiorno altrimenti nessuno ci darà mai il lavoro, anche se i nostri figli vanno a scuola. Io sono a Roma da quando avevo 6 mesi, ora ho 41 anni, mi sento italiana, ma ho paura di uscire perchè se incontro la polizia senza documenti rischio l’espulsione. Così i nostri ragazzi nati in Italia. Nessuno ci dà casa e lavoro, io ho dovuto inventare un’attività per vivere: ogni mattina, per 20 euro al giorno, mi alzo alle 6 per riciclare nei cassonetti della spazzatura oggetti che finiranno nei mercatini”. Il portavoce del villaggio Rom di Castel Romano, sempre nella capitale, ha ribadito che non vogliono “continuare a vivere nel degrado del campo: dateci case popolari oppure scuole o fabbriche abbandonate, possiamo costruire anche da soli le nostre case”.