GMG SYDNEY: CARD. BAGNASCO (CEI), "IMPARARE LE RAGIONI DELLA PROPRIA FEDE" (2)

(Dai nostri inviati a Sydney) – Solo se si è rinnovati interiormente dallo Spirito Santo, ha spiegato il cardinale, si ottiene "l’audacia" nell’annunciare al punto di dire "io non posso tacere. Non si può tacere la gioia, non si può trattenere la speranza. Dobbiamo smettere di pensare che l’annuncio di Cristo è compito degli addetti ai lavori: siamo tutti ingaggiati dall’unico Signore, ci ha chiamati sulla stessa barca, la Chiesa". "Siamo invitati ad annunciare Cristo ovunque, a non selezionare né persone né ambienti di vita perché tutto è campo di Dio – ha ribadito il presidente della Cei – la missione è un tempo quotidiano, ogni giorno è missionario, in famiglia, a scuola, all’università, al lavoro, nel tempo libero… Le persone passano accanto a te forse con un desiderio non detto, in attesa che qualcosa di nuovo accada nel senso di un bagliore che illumini il grigio". Missionari ma con l’umiltà del coraggio: "senza umiltà non c’è il coraggio della missione. Si tratta dell’umiltà di accettare il sorriso ironico o di sufficienza dell’altro, di incassare il suo rifiuto, di ascoltare la scusa banale, di essere giudicati retrogradi o illusi". Per poter rispondere "a chi ci interroga e per crescere noi stessi", ha concluso, "è necessario imparare le ragioni della propria fede, con semplicità e serietà, si tratta di pensare di più senza diventare complicati. Gli altri hanno diritto a delle risposte sensate e ragionevoli".