"Quello che sembra mancare per costruire una politica promozionale per i giovani è una visione di insieme e una progettualità dinamica. Per iniziare a gettarne le basi risulta essenziale consolidare e valorizzare la relazione triangolare che si delinea tra Regione, mondo ecclesiale, nuove generazioni che, ad oggi, risulta incompiuta". La riflessione è del sociologo Andrea Casavecchia. Per l’esperto, "il punto più debole nella relazione triangolare è il vertice che riguarda i giovani. Loro risultano essere i grandi assenti, dato che una delle difficoltà maggiori sembra essere la povertà delle realtà organizzate sia laiche sia ecclesiali. Queste, quando anche sono presenti in Forum o consulte, non riescono ad essere rappresentative di un mondo giovanile molteplice, variegato e frastagliato". "Un limite molto grave prosegue il sociologo – perché per costruire politiche che promuovano le nuove generazioni è proprio da loro che è fondamentale partire. Non solo ascoltandoli, ma rendendoli protagonisti della loro vita". Comunque, "la sensazione di impotenza di fronte alla questione giovanile si può superare". "Coniugando la sussidiarietà con la partecipazione conclude – si può iniziare a costruire reti di inclusione e di nuova socializzazione della realtà giovanile dal basso nella consapevolezza che i primi protagonisti sono le famiglie e i corpi intermedi della società civile".