"I giovani africani sono spesso limitati dai mezzi economici quando si tratta di partecipare alle Giornate mondiali della gioventù. Quest’anno, dal Burkina Faso sono riusciti ad andare a Sydney soltanto quattro giovani", si legge nel quotidiano burkinese "Le Pays" di ieri. "Purtroppo continua il quotidiano -, il continente nero, dove la fede è molto forte, non ha avuto finora l’opportunità di organizzare un tale evento religioso". Nel 2006, in preparazione alla Gmg 2008, la Croce e l’icona della Vergine hanno attraversato l’Africa dal Senegal fino in Tanzania, dando via ad iniziative e incontri nazionali ai quali hanno partecipato anche giovani da paesi vicini. "Veri focolari di pace e scuola di amicizia e di amore". Così li aveva chiamati il vescovo Philippe Rukamba di Butare nel Rwanda. Alcuni giovani africani hanno ora l’occasione di partecipare ad un "focolare" più grande e più internazionale a Sydney dove, "oltre all’esperienza spirituale, nascono relazioni umane, gemellaggi di cooperazione, progetti, si fa la scoperta dell’altro", come ricorda "Le Pays". "Oltre ad essere un’esperienza di fede conclude il quotidiano burkinese -, le Gmg sono anche uno ‘strumento’ efficace per l’incontro delle culture, per l’integrazione, per uno spirito umano più aperto".