(Dai nostri inviati a Sydney) – Tra le migliaia di giovani che partecipano alla Gmg, di cui stasera si celebra la veglia con il Papa, c’è anche una piccolissima rappresentanza di Sinti presente con don Federico Schiavon, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale di rom e sinti che opera in seno alla Fondazione Cei Migrantes. A rivelarlo al SIR è lo stesso don Schiavon, a Sydney con il gruppo di 20 ragazzi che rappresentano i cinque settori della Migrantes. "Il fatto di vedere insieme tanti giovani di differenti nazionalità afferma – è una dimostrazione concreta di come la diversità sia una ricchezza. Un messaggio molto importante in uno scenario come quello attuale in cui la diversità è percepita come un pericolo e a dominare è la paura dell’altro". Per Schiavon è questo "uno dei segni più eloquenti della Gmg", ma precisa il sacerdote che vive in un campo di nomadi a Udine "l’importante è che poi quello che si è vissuto venga portato a casa con gesti concreti, il primo dei quali è la necessità di mettersi veramente a fianco dei nostri immigrati con la volontà di conoscerli, perché la realtà dell’altro è poco approfondita". "Uno sforzo" che richiede "il non voler partire dalla propria idea per imporla, come accade spesso oggi, ma anche il servizio verso chi è più svantaggiato". "Molto della testimonianza della fede che il Papa sta chiedendo ai giovani si gioca sul servizio". Quel servizio che don Schiavon opera in 7 campi nomadi diffusi sul territorio.