(Dai nostri inviati a Sydney) – "Solo la Chiesa cattolica poteva organizzare un evento del genere". Lo afferma al SIR suor Meri Muse, giunta dalla Croazia con altri 700 giovani. "Si respira la vivacità di questo evento e in questi momenti si vede l’unità della Chiesa". "È un vero bagno nella Chiesa, perché siamo tutti uniti nel nome di un unico Padre", dichiara il sacerdote polacco Christian Grawron, che vive in Francia e ha portato a Sydney un gruppo di giovani pellegrini da Parigi; "questi eventi sono l’unico antidoto ad un laicismo militante e ad un ateismo che sta dilagando in Europa". Suor Mariella Mascitelli sta invece vivendo l’esperienza della Gmg al "Vocation Expo": "All’inizio c’era poca gente, ora la sera è difficile chiudere". La religiosa ha origini italiane, ma è cresciuta in Australia, e per questo conosce bene entrambi i Paesi. "La vasta partecipazione a questa Gmg è un’iniezione di vitalità per la Chiesa australiana. Alle catechesi in lingua inglese ho notato una grande partecipazione da parte degli australiani, che rispetto ad europei e americani sono più timidi, ma alla fine si lasciano andare". "Addirittura ho incontrato giovani che hanno visto l’arrivo in televisione del Papa e hanno deciso di venire a Sydney per il week end, per poter far parte dell’evento".