(Dai nostri inviati a Sydney) – Parla delle ferite che i "lunghi anni di guerra" hanno lasciato in Serbia Petar Gakovic. "Alcuni anni fa ha detto – sembrava che non ci fosse più nulla da fare per la comunità cattolica nel mio Paese", diventata, malgrado una ricca storia alle spalle, "una piccola minoranza". "Di fronte a un mondo dal cuore duro, incapace di accogliere il messaggio del Vangelo ha osservato – avremmo dovuto pensare che fosse impossibile convertire la nostra terra. Ma la fede e la preghiera hanno trasformato la nostra visione della nazione". "Ci siamo rivolti allo Spirito Santo ha aggiunto – affinché ci mostrasse cosa fare. Abbiamo avuto, e sempre avremo, fiducia in Lui perché Lui solo sa come prendersi cura della fede del Suo popolo". Così rincuorati, "per molti anni abbiamo continuato a lavorare per promuovere la fede. Abbiamo invitato molte generazioni e molti altri cristiani a partecipare al nostro progetto". "Abbiamo riposto le nostre speranze nella Sua misericordia ha concluso Petar – e ogni giorno ci domandiamo: ‘Dio, che cosa ci chiedi di fare ora?’. E lo imploriamo di continuare a concederci i frutti di questa nuova primavera".