"La forza dello Spirito non cessa mai di riempire di vita la Chiesa – ha assicurato il Papa -. Attraverso la grazia dei sacramenti della Chiesa, questa forza fluisce anche nel nostro intimo, come un fiume sotterraneo che nutre lo spirito e ci attira sempre più vicino alla fonte della nostra vera vita, che è Cristo". Tuttavia, ha chiarito Benedetto XVI, "questa forza, la grazia dello Spirito, non è qualcosa che possiamo meritare o conquistare; possiamo solamente riceverla come puro dono". Al tempo stesso, "l’amore di Dio può effondere la sua forza solo quando gli permettiamo di cambiarci dal di dentro. Noi dobbiamo permettergli di penetrare nella dura crosta della nostra indifferenza, della nostra stanchezza spirituale, del nostro cieco conformismo allo spirito di questo nostro tempo. Solo allora possiamo permettergli di accendere la nostra immaginazione e plasmare i nostri desideri più profondi". Di qui l’invito alla "preghiera", personale e liturgica, per disporci a "ricevere la ‘forza che proviene dall’alto’, una forza che ci rende idonei ad essere sale e luce per il nostro mondo". Un ringraziamento, poi, al Signore "per il dono della fede" in Australia giunto fino a noi "come un tesoro trasmesso di generazione in generazione nella comunione della Chiesa". (segue)