Eluana Englaro "non è una foglia d’insalata, ma una persona". A farlo presente in una lettera aperta, sono i familiari di Salvatore Crisafulli, 43 anni, di Catania, che si è risvegliato l’anno scorso dallo "stato vegetativo" (in cui era entrato dopo essere stato in coma), in seguito ad un incidente stradale avvenuto nel 2003. "A noi spiega la famiglia Crisafulli la speranza non è mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i più grandi luminari d’Europa lo reputavano una ‘foglia d’insalata’, lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all’esterno la sua atroce ed agonizzante pena". Il problema, secondo i familiari sta tutto nell’accettazione o no dell’eutanasia". A proposito di Eluana la famiglia Crisafulli afferma che "se si vuole lasciarla agonizzare di fame e di sete si abbia il coraggio di chiamare questa decisione egoista e barbara con il nome che le compete: eutanasia". La lettera aperta così si conclude: "non si tratta di coma ma di (presunto) stato d’incoscienza, la cui definitiva irreversibilità, essendo una mera ipotesi, è scientificamente indimostrata".” ” ” ” ” “