SRI LANKA: CHIESE CATTOLICHE E TEMPLI BUDDISTI RISCHIANO IL BUIO PER RINCARI PETROLIO

Troppo cari i prezzi delle bollette elettriche per i buddisti e i cattolici dello Sri Lanka, a causa dei tagli governativi a seguito del rincaro del petrolio. L’arcivescovo di Colombo mons. Oswald Gomis, ha addirittura chiesto alla Corte suprema dello Sri Lanka, di convincere il governo ad abbassare le tariffe dell’energia elettrica, a causa del disagio provocato dall’annullamento, nel marzo scorso, di una facilitazione economica che veniva concessa da circa 40 anni alle chiese e agli istituti religiosi (compresi i templi buddisti), in virtù del fatto che vivono grazie alle offerte dei fedeli. Lo riferisce oggi l’agenzia cattolica Ucanews. Ora le bollette sono raddoppiate e, in caso di impossibilità a pagare, molte chiese rischiano di rimanere al buio, senza energia elettrica. Anche una comunità di monaci buddisti lo scorso 10 maggio ha avviato una simile azione giudiziaria. "Ci uniamo ai buddisti perché lottiamo per la stessa causa", ha detto padre Sunil de Silva, segretario dell’arcidiocesi di Colombo. Secondo padre Merl Shanthi Perera, parroco della Basilica di Nostra Signora di Lanka a Tewatte, Ragama (a nord di Colombo), "la bolletta è triplicata, paralizzando l’attività della basilica". In tutto lo Sri Lanka i media stanno sensibilizzando la popolazione su come evitare gli sprechi di energia elettrica.