Una decisione presa "nel momento sbagliato", che rischia di avere "conseguenze negative per il processo di pace per il Darfur". Commenta così al SIR il vescovo Antonio Menegazzo, amministratore apostolico di El-Obeid (la diocesi cattolica in Darfur), l’azione del procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) Luis Moreno-Ocampo di incriminare nei giorni scorsi il presidente del Sudan Omar Al Bashir, per il genocidio in Darfur, dove dal 2003 sono morte 300.000 persone, con oltre 2 milioni di sfollati. Secondo mons. Menegazzo, comboniano di Padova, "l’azione giudiziaria contro Al Bashir mi ha sorpreso dice in una intervista che verrà pubblicata su old.agensir.it -, non perché io sostenga l’innocenza del Presidente, ma perché è contro un capo di stato ancora al potere. Perché non viene presa alcuna azione giudiziaria contro altri capi di stato, forse ancora più colpevoli?" A suo avviso, e viste le scontate reazioni di protesta del mondo arabo, potrebbe portare ad "un rallentamento degli incontri per la pace". Prevedibili, a suo parere, anche "le reazioni negative da parte della maggioranza dei cittadini sudanesi, con eccezione del Darfur e forse del Sud Sudan. Che il loro capo sia incriminato è una grande umiliazione! Di solito l’amor patrio prevale su tutto il resto e anche chi è all’opposizione sostiene il Presidente contro l’ingerenza della Cpi negli affari interni del Paese". (segue)