"La notizia della tragica morte di Nicole, che ha trovato la morte in una festa di giovani al Lido di Venezia, ci ha lasciati tutti increduli e costernati. Ci sentiamo tutti sgomenti e impotenti di fronte a questa ennesima tragedia, che colpisce il mondo dei giovani". Inizia così la riflessione che il vescovo di Adria-Rovigo, Lucio Soravito de Franceschi, ha scritto dopo la morte di Nicole, la sedicenne di Rovigo deceduta dopo aver assunto droga a un "rave party" al Lido di Venezia. "Prendo la parola con trepidazione scrive il vescovo nella riflessione che sarà pubblicata sul prossimo numero del settimanale diocesano ("La Settimana") perché di fronte alla morte improvvisa di una ragazza, che ha perso la vita per aver consumato ecstasy assieme a bevande alcoliche, c’è sempre il rischio di dire parole che offendono il dolore di chi è lacerato negli affetti più cari. Cari genitori di Nicole: vorrei che sentiste le mie parole come un’espressione di solidarietà e di speranza cristiana". Per il vescovo, "la morte improvvisa di Nicole ci ricorda che la vita è un bene fragile, continuamente a rischio; non è una proprietà di cui disporre a piacimento, ma è un dono da valorizzare bene. Non ne siamo i padroni assoluti, ma dobbiamo essere i custodi appassionati. Dobbiamo custodirla con cura e viverla nella condivisione e nella solidarietà". (segue)