La spiritualità cristiana non è “una delle molteplici forme di spiritualità oggi in voga”, ma è “vita secondo lo Spirito”, che “non esclude l’aiuto delle scienze umane, ma non si lascia limitare ad esse o ridurre ad esse”. A puntualizzarlo è stato il card. Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, concludendo oggi a Roma l’incontro promosso dal Pontificio ateneo Regina Apostolorum. “Oggi si parla molto di spiritualità – ha affermato il cardinale – ma con questo termine si intende spesso l’arte dell’autorealizzazione o quell’insieme di tecniche adeguate all’analisi psicologica con un vago riferimento al divino”. Di fronte a questa “derivazione psicologica della spiritualità”, la vita consacrata “deve testimoniare con la parola e con la vita i primato della spiritualità che si orienta contemporaneamente all’esperienza di Dio e al servizio degli uomini”. Altra qualità a cui “lo spirito dei nostri tempi è poco favorevole” è la fedeltà: “Basta guardarci intorno – ha detto Rodé – per scoprire la fragilità delle decisioni prese, la poca durata degli impegni, la facilità con la quale si rinuncia ai progetti e agli obblighi assunti”. La vita consacrata ha concluso il cardinale – è chiamata a “presentarsi come una roccia solida, esempio di fedeltà, anche nelle difficoltà della vita”.